Il buon Pauta ci ha sgridato.
Dice che finora abbiamo recensito dei ristoranti “normali”, quasi insulsi, rispetto ai posti “fighissimi” in cui di solito bazzichiamo. Che dire? Pauta ha ragione. Giriamo per locali continuamente, per diversi motivi, non solo per nostra personale golosità…eppure finora nessun accenno a questi meravigliosi luoghi. Ha ragione Pauta ed ora rimediamo.
Iniziamo con la recensione di un locale storico, almeno per la mia storia personale.
ARCADIA.
Già il nome suggerisce luoghi paradisiaci, luoghi fuori dal mondo conosciuto, in una dimensione estranea. E’ un po’ cosi’ in effetti.
ARCADIA.
Galleria San Federico, il numero non lo so, ma tanto insieme a Baratti & Milano è l’unico dentro la galleria. Il primo sushi bar a Torino, nel senso che è stato il primo a credere nell’avventura nipponica innestata nella capitale del gianduiotto e dell’acciuga nella bagna caoda. Facendo due conti così, su due piedi, sono circa 15 anni che vado all’Arcadia. 15 anni sono tanti. Andavo da piccola con i miei, quando ancora nella salettina al fondo si fumava e mio papà si divertiva come un matto. Andavo con mia mamma all’ora di pranzo, quando lei usciva di corsa dall’ufficio e con qualche ticket si mangiava benissimo e ci servivano e riverivano come solo in pochi posti fanno ancora.
Ma bando ai ricordi smielati. Parliamo dell’ultima volta in cui io e Fabri ci siamo stati, cioè martedi 27 gennaio 2009.
Prenotato per le ore 20… Suoniamo, entriamo, ci prendono i cappotti, ci accompagnano al tavolo. Un comodo, elegante seppur semplice tavolo rotondo, finalmente enorme. Non quei tavolini da due in cui se metti la bottiglia del vino, dell’acqua ed il pane devi mangiare con il piatto sulle gambe e non riesci nemmeno a vedere il volto del partner a meno di non fare lo slalom tra le bottiglie. No, no. Un enorme tavolo rotondo con tutto il posto del mondo, rilassante e che ti mette a tuo agio. Qui non si mangia scomodi.
Già solo questo, voto 10 e lode.
Un bicchiere di vino bianco offerto dalla casa ci fa da aperitivo.
Arrivano i menu: sono due, uno bianco e uno nero, quello bianco per il sushi che chissà perchè rimane chiuso. Apriamo entrambi il menu nero, con nota eccezionale: il mio menu, cioè quello della dama, non ha i prezzi segnati. Quello del mio quasi consorte, si. Ditemi ora, quante volte vi è capitato di andare in un ristorante di medio- alto target ed avere il menu diverso da uomo a donna?
Voto 10 e lode. Di nuovo.
Il menu subalpino, 5 portate e 40 euro a cranio, bevande escluse, ma caffè e coperto inclusi, lo scartiamo. Semplicemente perchè se non sei sicuro di farcela a finire tutto piangi sulla spalla del cuoco perchè ti spiace o rischi il colpo perchè mangi lo stesso. Come fai a dire di no? Tuttavia, optiamo per piatti singoli. Io ho scelto per un antipasto, una sottilissima di fassone all’acetosella con misticanza; come secondo, una tagliata di vitello piemontese con ginepro. Fabri va di primo e secondo: gnocchetti di castagne con verza e guanciale, e tagliata anche per lui. I prezzi non sono elevatissimi: sui 10 euro il mio antipasto e sui 15 la tagliata (ci può stare come prezzo…allineato abbastanza con gli altri ristoranti), gli gnocchi intorno ai 12 euro. Per il vino la scelta cade su un classico, Nebbiolo di Ratti, Occhetti 2007, per un totale di 28 euro.
Piccola nota di demerito sul cameriere che ci ha portato il vino: non ci ha fatto vedere la bottiglia chiusa prima di aprircela davanti agli occhi. Ok, è da pignoli. Ma in un locale così ti devi aspettare un pò di pantomima, d’altra parte ormai anche in locali più ‘normali’ capita che un cameriere particolarmente zelante mostri la buta. Va beh. Dovevo dirlo per forza. Fabri ci era rimasto male.
La sottilissima di fassone non si può quasi descrivere…appoggiata su un pouf di insalata mista e ricoperta di listelline sottili di porro (?) fritto, un filo d’olio e via. Niente sale con cui aggiustare, niente pane con cui coprire un gusto troppo forte. Gusto deciso ma completo, e la carne si scioglieva in bocca.
Gli gnocchetti arrivano: sono di un giallino curioso (forse del curry?) e hanno una buffa fetta di guanciale in centro, a mo’ di pennacchio. Curiosi. E buonissimi. La pasta era morbida ma non aveva l’effetto chewing gum, un filo di panna per amalgamare il pizzico di curry e la verza..et voilà.
Voto: 10 e lode. Anche se Fabri continuava a dire che mancava un po’ di sale.
Arriva la tagliata: piatto quasi disadorno un po’ minimalista – chic…un taglio strano di carne adagiato su una foglia di radicchio e cosparsa di una salsina scura (ginepro). Quattro fettine di carne, rosa, non rossa, succulenta, magrissima e tenerissima. Poesia davvero. Il ginepro non disturbava e non copriva il gusto della carne, il radicchio se ne stava al suo posto impassibile…Senza parole, non riesco ad aggiungere altro.
Voto 10 e lode.
I dolcini: arriva la carta, e ci portano un pre – dessert, che consisteva in un micro-bicchierino di mousse al cioccolato aromatizzato alla cannella con granella di nocciola. Un assaggino tanto per gradire.
10 e lode, di nuovo e non mi stanco di dirlo.
Fabri opta per una classicissima mousse al gianduia, piatto storico della casa…io per una bavarese ai frutti di bosco con biscuit e crema chantilly. Peccato per le dimensioni, perchè neanche gli ingegneri dell’Ikea sarebbero riusciti a farmi stare più di mezza bavarese nello stomaco…niente da fare, ormai tra vino e pietanze non riuscivo a finirla…con somma tristezza, rinuncio.
Voto 10 e lode lo stesso, anche se i frutti di bosco mi pizzicano un po’ la lingua… Anche la mousse era ottima: presentata a mo’ di budino ricoperto di salsa al cioccolato e granella di nocciole…ciao colesterolo. 10 e lode e via.
Fabri chiude con un caffè.
Io chiudo – un filo alticcia – standomene seduta a rimirare il locale…sempre uguale ma sempre maledettamente perfetto…la cura dei particolari, le luci,l’atmosfera, la musica di sottofondo…non è un locale che stanca, non è un locale che delude. A pranzo ideale per un monopiatto con le amiche o le colleghe…a cena con il fidanzato, i genitori…il luogo ideale sempre, da sempre.
Voto totale: 10 e lode con 99 euro tondi tondi in due. Tra i meglio spesi.
Arcadia non delude mai.
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